Petsblog è uno di quei nomi che chi ha un animale in casa, in Italia, ha già incontrato senza saperlo. Esiste da anni, fa parte del network T-Mediahouse (la stessa famiglia di Blogo), e si rivolge a chi un pet ce l’ha già e vuole prendersene cura meglio, più che a chi sta ancora valutando se adottarlo.
Come è organizzato
Appena entri su Petsblog il menu principale è diviso per specie: cani, gatti, criceti, conigli, pesci, tartarughe, uccelli. Funziona. In due click sei dentro al tuo argomento, senza doverti prima ricostruire la tassonomia interna del sito. La home scorre verso il basso mostrando gli ultimi articoli per ogni sezione, in un layout asciutto e senza popup invadenti. La squadra è una redazione vera — firme come Romana Cordova, Fabio Belmonte, Raffaele Moauro, e una rubrica dedicata che si chiama “Il veterinario di Petsblog” — non un singolo blogger che scrive a tempo perso quando può.
Le sezioni più riuscite, però, non sono quelle ovvie. Su cani e gatti il web italiano è già saturo. La forza vera di Petsblog sono le sezioni dedicate agli animali meno mainstream: criceti, conigli nani, tartarughe di terra, pesci d’acquario, uccelli da gabbia. Articoli ben scritti su queste specie, in italiano, si contano sulle dita. Qui ce ne sono parecchi, abbastanza da orientarsi senza finire sul primo forum del 2010 che capita.
I contenuti, tra divulgazione e clickbait
Il livello editoriale è ineguale, e tanto vale dirlo. Da un lato trovi articoli seri su alimentazione, comportamento e salute, scritti con cura e con il rimando esplicito al veterinario quando serve. Dall’altro ci sono titoli che virano verso il clickbait più classico (“Il segreto dei gatti rossi”, oppure “Sta per tuffarsi in mare quando spunta uno squalo gigante”). È il prezzo del modello editoriale di un network finanziato a pagine viste: i pezzi-acchiappa generano le visite che permettono di pubblicare anche quelli più approfonditi. Una volta che lo sai, basta saltare il titolo sopra le righe e andare al sodo.
Cosa cercare e cosa no
Petsblog funziona quando hai una domanda generica sul tuo animale: perché si comporta in un certo modo, cosa può e non può mangiare, come si organizza la gabbia di un criceto, quali sintomi è bene tenere d’occhio. Funziona molto meno quando serve una risposta di tipo clinico. E va riconosciuto al sito che non prova nemmeno a sostituirsi al veterinario — il disclaimer è chiaro e ricorrente. Se il tuo cane sta male sul serio, la prima fermata resta lo studio dietro l’angolo, non un blog.
Considerazioni finali
Nel panorama italiano dei siti per chi ha un animale (fatto di tanti micro-blog amatoriali, di e-commerce con sezioni “consigli” un po’ di facciata, e di poche redazioni davvero strutturate) Petsblog occupa una posizione utile. Archivio profondo, autori riconoscibili, copertura buona sulle specie che gli altri tendono a ignorare. Il prezzo da pagare sono certi titoli da clic facile, che vanno pesati con un filtro personale al momento di leggere. Ma se ti viene un dubbio veloce sul coniglio nano alle dieci di sera, è uno dei posti più sensati dove cercare per primi.
